ALESSANDRO MALOMO

Difensore
Nato a Roma il 12 aprile 1991
Esordio in A: -

2003-04 LAZIO A 0 0 0 0
2004-05 LAZIO A 0 0 0 0
2005-06 LAZIO A 0 0 0 0
2006-07 ROMA A 0 0 0 0
2007-08 ROMA A 0 0 0 0
40 2008-09 ROMA A 0 0 0 0
40 2009-10 ROMA A 0 0 0 0
2010-11 VERONA C1
Gen.2011 PRATO C2
2011-12 ALBINOLEFFE B
2012-13 PRATO C1

(legenda)

Doveva essere il giorno delle rivincite, il rigore del tre a uno di Sciamanna ha rovinato tutto. Ne aveva di rabbia dentro Alessandro Malomo, e forse anche per questo Petruzzi lo aveva preferito a Pietro Cascini, che sette giorni prima, oltre che in vari spezzoni, era già stato utilizzato come vice d’un Bertolacci non ancora restituito dall’under 16. Si giocava a Formello, e per il tecnico giallorosso quello che poteva metterci un giocatore cresciuto nella Lazio era più di quanto poteva offrire uno preso dalla Romulea: sul piano della rabbia agonistica aveva ragione, come si è visto dopo il gol del 2-1, con la corsa di Malomo ad indicare il tecnico biancoceleste Avincola. Lo scorso anno stavano insieme nei Giovanissimi Nazionali, ma nel corso della stagione si era sparsa la voce che il giocatore non era soddisfatto delle prospettive che poteva avere con la società per cui era tesserato, e che aveva in mente di rivolgersi alla Roma, come avevano già fatto altri suoi ex compagni, su tutti Marco D’Alessandro, che domenica ha fatto vedere i sorci verdi alla difesa biancoceleste. Per la Lazio era uno smacco da evitare a tutti i costi, e ad un certo punto, con qualche mese di anticipo sulla fine del campionato, si decise di toglierlo di squadra e metterlo fuori rosa, nel tentativo di fagli firmare il rinnovo del contratto annuale che sarebbe scaduto la scorsa estate. Una decisione presa dalla società, ma messa in pratica dal tecnico che da quest’anno siede sulla panchina degli Allievi, e che a fine partita ha cercato, senza troppa fortuna, di parlare con il ragazzo, che ancora non aveva smaltito la rabbia dell’ex deciso a spaccare il mondo, ma anzi ci aveva aggiunto quella di uno che alla prima gara da titolare ha preso parte alla prima sconfitta di una squadra a punteggio pieno.

Nelle sei vittorie precedenti era sempre sceso in campo, anche se solamente dieci giorni fa, con il Pescara, aveva fatto per intero un tempo di gioco: la Roma lo ha mandato subito sotto età, sfruttando un fisico alto e slanciato, con leve lunghe da Faty bianco, che teoricamente gli permetterebbe di reggere l’urto persino in Primavera. Ci arriverà, ma ci vuole tempo: per alcuni può fare anche il centrale difensivo, Petruzzi lo vede più in mediana, anche se al momento è lecito attendersi qualcosa in più sul piano della costruzione di gioco. Domenica, dovendo lottare contro un centrocampo biancoceleste con un uomo in più, due quando si appiattiva sulla mediana anche il trequartista Mancini, ha sofferto parecchio, raggiungendo la sufficienza solamente per quel gol che poteva riaprire i giochi già quattro minuti dopo il raddoppio laziale. E poco importa che quel tocco di tacco a centro area, che ha inventato una traiettoria passata sopra la testa di Iannarilli, sembrasse tanto un tentativo di controllare un pallone arrivato qualche centimetro indietro rispetto al corpo.
(Francesco Oddi - 7 novembre ’06)

La carriera in nazionale (figc.it)